Confessione di fede

Paragrafo 1: Il Dio uno e trino

(a) Crediamo in un solo Dio che esiste eternamente in tre Persone ugualmente divine: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo (Genesi 1:26, 3:22, 11:7, Matteo 28:19, Marco 1:9-11, 2Corinzi 13:13), i quali si conoscono, si amano (Isaia 42:1, Marco 9:7, Giovanni 17:24, 1Giovanni 4:8), e si glorificano a vicenda (Giovanni 5:26-27, 14:25-26, 15:26, 17:4-5).
(b) Questo Dio unico vero e vivente (Esodo 3:14, 20:2-4, Deuteronomio 6:4-6, Isaia 44:6) è infinitamente perfetto sia nel Suo amore sia nella Sua santità (Esodo 34:6-7, Isaia 6:3).
(c) Egli è il Creatore di tutte le cose, visibili e invisibili (Genesi 1:1-2, Isaia 40:28, Colossesi 1:15-16, Ebrei 1:2) ed è quindi degno di ricevere tutta la gloria e tutta l’adorazione (Romani 11:36, 1Timoteo 1:17, Apocalisse 4:11).
(d) Essendo eterno e immortale (Salmo 90:2), Egli conosce perfettamente e completamente la fine fin dal principio (Isaia 48:12, Apocalisse 1:8) e sostiene e governa in modo sovrano tutte le cose (Isaia 43:12-13, 46:10, Matteo 5:45), portando provvidenzialmente a compimento i Suoi buoni propositi eterni per redimere un popolo per Se stesso (Efesini 1:11-12, 1Pietro 2:9) e restaurare la Sua creazione decaduta, a lode della Sua grazia (Isaia 65:17-18, 66:22, Romani 8:20-21, Efesini 1:10).

Paragrafo 2: La rivelazione
(a) Dio ha rivelato per grazia la Sua esistenza e la Sua potenza nell’ordine creato (Salmo 19:1-6, Romani 1:19-20, 2:14-15) ed ha supremamente rivelato Sé stesso all’umanità decaduta nella Persona del Suo Figlio, la Parola incarnata (Matteo 11:27, Giovanni 1:18, Ebrei 1:1-2).
(b) Il Dio uno e trino è un Dio che parla (Isaia 43:11-13) e che per mezzo del Suo Spirito (Giovanni 14:26, 16:13) ha rivelato Sé stesso per grazia con parole umane (2Pietro 1:20-21): crediamo che Dio ha ispirato le parole preservate nelle Sacre Scritture (Esodo 31:18, Matteo 19:4-6, 22:29-32, 2Timoteo 3:16) – i 66 libri che compongono le Scritture ebraiche ed il Nuovo Testamento (Efesini 2:20) – le quali sono sia testimonianza (Giovanni 5:39, 16:14) che strumento (Romani 15:4, 2Timoteo 3:15) della Sua opera salvifica nel mondo.
(c) Solo questi scritti costruiscono la Parola di Dio verbalmente ispirata (2Pie 1:21), la quale è pienamente autorevole e senza errori negli scritti originali (Salmo 19:7-9), completa nella rivelazione della volontà divina per la salvezza (Atti 28:23), sufficiente per tutto quello che Dio ci comanda di credere e di fare (Luca 16:29-31 2Timoteo 3:17) e finale nella sua autorità in tutte le sfere del sapere a cui parla (Apocalisse 22:18-19).
(d) Pur confessando che tanto la nostra finitudine quanto la nostra peccaminosità (2Pietro 3:16) ci precludono la possibilità di conoscere in maniera esaustiva le verità di Dio, affermiamo che, illuminati dallo Spirito di Dio (1Corinzi 2:10-12), possiamo conoscere in maniera vera la verità rivelata di Dio (Salmo 119:130).
Implicazioni
1. Sperimentare nella testimonianza dello Spirito la conferma di una Parola data da Dio (l’illuminazione della rivelazione divina).
2. Nutrire una fame continua per la Parola, nella quale sappiamo di ascoltare la voce stessa di Dio.
(e) Dobbiamo credere tutto quello che la Bibbia insegna (Romani 15:4), in quanto è l’insegnamento di Dio; dobbiamo obbedire a tutto quello che la Bibbia comanda (1Corinzi 10:6-11, Giacomo 1:22-25), in quanto è il comandamento di Dio; e dobbiamo porre la nostra fiducia in tutto quello che la Bibbia promette (Genesi 15:6, 2Corinzi 1:19-20), in quanto è la promessa di Dio.
(f) Nell’ascoltare, nel credere e nel praticare la Parola, il popolo di Dio viene equipaggiato (1Tessalonicesi 2:13, 2Timoteo 3:17) per essere discepolo di Cristo e testimone del Vangelo (Giovanni 15:5,7,16).

Le Scritture in breve:
necessità: perché non possiamo attingere alla vera conoscenza di Dio al di fuori di esse!
completezza: perché non dobbiamo aspettarci ulteriori rivelazioni!
autenticità: perché non dobbiamo sentirci in dovere di difendere la Bibbia con le nostre forze!
veridicità: perché non dobbiamo valutare se la parola è vera, ma come è vera!
sufficienza: perché non si può ritenere la Bibbia insufficiente per la vita cristiana!
illuminazione: perché non ci avviciniamo al testo in maniera arrogante!
auto-interpretatività: perché non vogliamo risolvere apparenti contraddizioni ricorrendo alle nostre speculazioni!
autorità: perché non vogliamo finire col preferire certi testi ed evitarne altri!
efficacia: perché non pensiamo mai che stiamo ‘solo’ leggendo un testo qualunque!

Paragrafo 3: La creazione dell’umanità
(a) Crediamo che Dio creò gli essere umani – maschio e femmina – a Sua immagine (Genesi 1:26-28). Adamo ed Eva appartenevano a quell’ordine creato che Dio stesso dichiarò essere molto buono (1:31) nel quale erano posti come rappresentanti di Dio per custodire, amministrare e governare la creazione (Genesi 1:26-28, 2:15-20, Salmo 8:5-8), vivendo una santa e devota comunione con il loro Creatore (Genesi 2:16-17).
(b) Gli uomini e le donne, ugualmente creati a immagine di Dio (Genesi 1:27, 2:21-23), godono dello stesso accesso a Dio mediante la fede in Gesù Cristo (Luca 13:10-17, Galati 3:28). Tutti e due sono chiamati ad abbandonare l’egoismo passivo (Genesi 3:5-8) per impegnarsi in modo significativo, privatamente e pubblicamente, nella famiglia, nella chiesa e nella società (Efesini 5:21-33, Ebrei 10:24-25, Romani 13:1-2).
(c) Adamo ed Eva furono creati per completarsi a vicenda (Genesi 1:28, 2:18,20-24) e la loro unione in una stessa carne stabilisce l’unico paradigma normativo di rapporti sessuali per uomini e donne (Genesi 2:24), al punto che il matrimonio serve in ultima analisi come “tipo” (ossia figura) dell’unione tra Cristo e la Sua Chiesa (Efesini 5:22-33). Secondo i saggi proponimenti di Dio, uomini e donne non sono semplicemente intercambiabili, quanto semmai complementari (Genesi 2:18,20-23, 1Corinzi 11:2-16) in modo da arricchirsi reciprocamente.
(d) Dio dispone che uomo e donna assumano ruoli distinti che riflettano la relazione d’amore tra Cristo e la Chiesa: al marito spetta il ruolo di guida in un modo che mostri l’amore di Cristo (Colossesi 3:19, 1Pietro 3:7), premuroso e pronto al sacrificio; la moglie si sottomette al marito in un modo che mostri l’amore della Chiesa per il suo Signore (Colossesi 3:18, 1Pietro 3:1-6).
(e) Nel suo ministero, la Chiesa dovrebbe incoraggiare e preparare sia uomini che donne a servire Cristo (Efesini 4:11-12, 1Corinzi 11:2-16) secondo il loro pieno potenziale negli svariati ministeri del popolo di Dio. Il ruolo distintivo della guida della chiesa affidato a uomini idonei (1Timoteo 2:8-15, 2Timoteo 2:2) è fondato sulle dottrine immutabili della creazione, della caduta e della redenzione, e non lo si deve mettere in discussione o accantonare appellandosi ad intervenuti cambiamenti culturali.

Paragrafo 4: La caduta
(a) Crediamo che Adamo, creato ad immagine di Dio, abbia distorto quell’immagine e rinunciato alla beatitudine originaria – sia per se stesso che per tutta la sua progenie (Genesi 4:1-26, 5:3, Salmo 51:5, Romani 5:12, 1Corinzi 15:22) – nel momento in cui cadde nel peccato per mezzo della tentazione di Satana (Giovanni 8:44).
(b) Di conseguenza, tutti gli esseri umani sono alienati da Dio (Salmo 53:1-3, Isaia 59:2), corrotti in ogni parte del loro essere (dal punto di vista fisico, mentale, volitivo, emotivo e spirituale) (Genesi 6:5, Geremia 17:9, Ecclesiaste 7:20) e condannati alla morte in modo definitivo e irrevocabile (Genesi 2:16-17, Ecclesiaste 3:20, Romani 6:23, Efesini 2:1) se Dio stesso non interviene nella Sua grazia (Genesi 6:8, Isaia 1:9, Ezechiele 37:1-14, Efesini 2:4-5).
(c) Il supremo bisogno di ogni essere umano è di essere riconciliato con Dio (2 Corinzi 5:19-20), essendo tutti noi sotto la Sua giusta e santa ira (Esodo 32:7-10, Giovanni 3:36, Romani 1:18, 3:19). L’unica speranza di ogni persona è l’amore immeritato di questo medesimo Dio (Deuteronomio 7:6-8, Osea 11:3-4, Efesini 2:5, 1Giovanni 3:1), il quale è l’unico che possa salvarci, trasformarci e renderci simili a Se stesso (Giovanni 15:5, Romani 8:29, 2Pietro 1:4).

Paragrafo 5: Il piano di Dio
(a) Crediamo che da tutta l’eternità Dio abbia decretato, nella Sua grazia (Romani 9:16-17, Giacomo 1:18, 1Pietro 1:3), di salvare una grande moltitudine di peccatori colpevoli da ogni tribù, lingua, popolo e nazione (Genesi 12:3, Matteo 20:28, Atti 1:8, Apocalisse 5:9, 7:9-10) e che a questo fine li abbia preconosciuti ed eletti (Giovanni 6:37,65, 17:2, Romani 8:29, 2Tessalonicesi 2:13-14, 1Pietro 1:2).
(b) Crediamo che Dio giustifica e santifica coloro che per grazia ripongono la propria fede in Gesù (Atti 16:14, Romani 1:16-17, 1Corinzi 5:7, Efesini 2:8-10) e che un giorno li glorificherà (Romani 8:28-30, Filippesi 1:6, 3:20-21, 1Tessalonicesi 5:23) a lode della Sua gloriosa grazia (Romani 11:33-36, Efesini 1:14).
(c) Nel Suo amore Dio ordina e tramite la Sua Chiesa implora tutti di ravvedersi e credere (Matteo 28:19, Atti 2:38, 17:30, 1Timoteo 2:5-6), avendo posto il Suo amore salvifico su quelli che ha scelto (Deuteronomio 7:7-8, Malachia 1:2, Atti 13:47-48) e determinato che Cristo fosse il loro Redentore (Giovanni 10:27-28, Atti 4:11-12, Efesini 1:5-6, 1Giovanni 2:2, 4:9-10).
(d) Se compresa biblicamente e spiritualmente, questa verità genera nell’animo del credente amore, riconoscenza, lode, umiltà, certezza, gioia, consolazione, mansuetudine e zelo evangelistico.

Paragrafo 6: Il Vangelo
(a) Crediamo che il Vangelo è la buona novella relativa a Gesù Cristo (Marco 1:1,14-15, Romani 1:1-4) – la sapienza stessa di Dio. Follia per il mondo e potenza di Dio per coloro i quali vengono salvati (1Corinzi 1:17-18), questa buona novella è cristologica, ossia fondata sulla croce e resurrezione di Cristo (1Corinzi 15:1-4).
(b) Il Vangelo non è proclamato se Cristo non è proclamato e l’autentico Cristo non è proclamato se la Sua morte e la Sua risurrezione non sono centrali: il messaggio fondamentale è che «Cristo morì per i nostri peccati… [ed] è resuscitato» (Luca 24:44-47, 2Corinzi 11:1-4, Galati 1:6-7).
(c) Questa buona novella è biblica (la morte e risurrezione di Cristo avvengono secondo le Scritture) (Atti 26:22-23, Romani 1:1-3, 1Corinzi 15:3-4), teologica e salvifica (Cristo morì per i nostri peccati, per riconciliarci con Dio) (Romani 5:1, 2Corinzi 5:21, Galati 1:4, 1Pietro 3:18).
(d) Questa buona novella è storica (se questi eventi salvifici non sono davvero accaduti, la nostra fede è vana, siamo ancora nei nostri peccati, e siamo i più miseri fra tutti gli uomini) (1Corinzi 15:17-19) ed apostolica (il messaggio fu affidato agli apostoli, che di questi eventi salvifici furono testimoni, e da loro trasmesso negli scritti del Nuovo Testamento ricevuti come di per sé autorevoli dalla vera chiesa di Cristo in ogni epoca) (Atti 1:6-8, 2:32, 1Corinzi 9:1, 1Giovanni 1:1-3).
(e) Questa buona novella è allo stesso tempo profondamente personale (quando questo messaggio è ricevuto, creduto e confessato con fermezza, le persone sono salvate) (Atti 2:38-39, 17:30-31, Romani 10:9-10, Filippesi 3:7-11).

Paragrafo 7: La redenzione di Cristo
(a) Crediamo che, motivato dall’amore e dall’obbedienza verso il Padre (Isaia 42:1-4, 49:1-7, 50:4-9, Giovanni 2:16-17), l’eterno Figlio di Dio sia divenuto umano: la Parola diventò carne (Genesi 3:16, Giovanni 1:1-3,14, Romani 1:3), pienamente Dio e pienamente uomo, una sola Persona in due nature (Filippesi 2:6-8).
(b) L’uomo Gesù, il Messia promesso di Israele (Matteo 1:1), fu concepito per un’opera miracolosa dello Spirito Santo e nacque dalla vergine Maria (Matteo 1:20-21, Luca 1:35). Egli obbedì perfettamente al Padre celeste, visse una vita senza peccato (Luca 23:4,14-15,22,41,47; Ebrei 4:15), compì segni miracolosi, fu crocifisso sotto Ponzio Pilato, risuscitò corporalmente dai morti il terzo giorno (1Corinzi 15:3-4) ed ascese al cielo. Egli è seduto alla destra di Dio Padre quale Re e Mediatore dell’eterno patto, esercitando in cielo e terra tutta la sovranità di Dio (Efesini 1:20-22) ed agendo come nostro sommo sacerdote e giusto avvocato presso il Padre (Ebrei 7:24-25, 1Giov 2:1).
(c) Crediamo che mediante la Sua incarnazione, vita, morte, risurrezione ed ascensione, Gesù Cristo fu nostro rappresentante e sostituto in tutte queste opere, che compì affinché in Lui noi diventassimo la giustizia di Dio (2Corinzi 5:21, Filippesi 3:9): sulla Egli croce cancellò il peccato, propiziò Dio (Romani 3:25), si fece carico di tutta la pena dovuta per i nostri peccati (Galati 3:13, 1 Pietro 3:18) e riconciliò con Dio tutti quelli che credono (2 Corinzi 5:18-19).
(d) Per mezzo della Sua risurrezione Gesù Cristo fu dichiarato giusto e innocente dal Padre (Atti 2:23-24,32, Romani 4:25, 1Timoteo 3:16), spezzò il potere della morte, sconfisse Satana, che prima aveva il potere sulla morte (Ebrei 2:14-15), e portò vita eterna a tutti coloro che Gli appartengono; per mezzo della Sua ascensione Egli fu esaltato in eterno come Signore (Ebrei 7:20-25) e preparò un luogo per noi dove saremo con Lui (Giovanni 14:1-2).
(e) Crediamo che la salvezza non si trovi in nessun altro, perché non è stato dato altro nome sotto il cielo per mezzo del quale dobbiamo essere salvati (Atti 4:12). Siccome Dio ha scelto le cose umili del mondo, le cose disprezzate, le cose che non sono, per ridurre al niente le cose che sono, nessun essere umano potrà mai vantarsi davanti a Lui: Gesù Cristo è diventato per noi sapienza di Dio, ossia nostra giustizia, santità e redenzione (1Corinzi 1:28-31).

Paragrafo 8: La giustificazione dei peccatori
(a) Crediamo che Cristo, per mezzo della Sua obbedienza e della Sua morte, abbia pagato completamente il debito di tutti coloro che sono giustificati in Lui (Romani 3:21-24). Per mezzo del Suo sacrificio Egli subì in nostra vece il castigo dovuto a noi per i nostri peccati, compiendo per conto nostro una soddisfazione giusta, reale e piena nei confronti della giustizia di Dio (Romani 3:25-26).
(b) In qualità di secondo Adamo, Cristo soddisfò tutti i giusti precetti di Dio attraverso la Sua perfetta obedienza, che è accreditata per mezzo della sola fede a tutti coloro i quali confidano solo in Lui per essere accettati da Dio (Romani 5:15-19).
(c) Poiché Cristo fu dato dal Padre per noi e la Sua obbedienza e punizione furono accettate per noi – gratuitamente, e non in virtù di qualcosa in noi – questa giustificazione è gratuita e solo per grazia, affinché in tale giustificazione dei peccatori siano glorificate sia l’ineccepibile giustizia di Dio sia la Sua ricca grazia (Romani 4:1-8).
(d) Crediamo che dalla realtà di questa giustificazione gratuita scaturisca lo zelo per l’obbedienza personale e pubblica (Romani 12:1-2, Giacomo 2:22-23).

Paragrafo 9: La potenza dello Spirito Santo

(a) Crediamo che questa salvezza, attestata in tutte le Scritture (Luca 24:25-27, Atti 26:22-23, Romani 1:2) e garantita dall’opera compiuta di Gesù Cristo, è applicata al popolo di Dio mediante l’azione dello Spirito Santo (Giovanni 16:14, Efesini 1:13-14, 1Pietro 1:2).
(b) Lo Spirito Santo procede dal Padre e dal Figlio con il compito di glorificare il Signore Gesù Cristo (Giovanni 14:25-26, 15:26-27, 1Corinzi 12:3). Trattandosi dell’«altro» Paracleto (ossia Consolatore), Egli è presente con e nei credenti (Romani 8:9, 2Corinzi 3:3).
(c) Lo Spirito Santo convince il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio (Giovanni 16:7-10). Per mezzo della Sua misteriosa e potente opera Egli rigenera i peccatori spiritualmente morti (Giov 3:5-6, Tito 3:4-5) risvegliandoli al ravvedimento ed alla fede, battezzandoli nell’unione con il Signore Gesù (1Corinzi 12:13), così che essi siano giustificati dinanzi a Dio per la sola grazia mediante la sola fede nel solo Gesù Cristo.
(d) Per mezzo dell’opera dello Spirito Santo i credenti sono rinnovati, santificati (Galati 5:16-17, 2Tessalonicesi 2:13-14) ed adottati nella famiglia di Dio (Romani 8:15-16, Galati 4:6); diventano partecipi della vita intra-trinitaria di Dio e ricevono i doni spirituali che Dio elargisce sovranamente per l’edificazione della Sua chiesa (1Corinzi 12:4,7).
(e) Lo Spirito Santo è Egli stesso la caparra dell’eredità promessa (Romani 8:11, Efesini 1:13-14) ed in quest’epoca Egli dimora, guida, istruisce, equipaggia, risveglia e potenzia i credenti affinché essi vivano e servano in somiglianza con Cristo (Atti 4:31, 7:55, Romani 8:23).

Paragrafo 10: Il Regno di Dio
(a) Crediamo che coloro i quali sono stati salvati per la grazia di Dio mediante l’unione con Cristo (Romani 6:5, Galati 2:20) per fede e mediante la rigenerazione dello Spirito Santo (Giovanni 3:5, Efesini 2:8-9, Tito 3:5) entrino nel regno di Dio e godano delle benedizioni del nuovo patto: il perdono dei peccati (Geremia 31:34, Atti 2:38, Colossesi 2:13), la trasformazione interiore (Romani 12:2, Colossesi 3:9-11) che risveglia un desiderio di glorificare Dio, di confidare in Lui e di obbedirGli, e la promessa della gloria (Romani 8:18,23, Filippesi 3:20-21) che deve ancora essere rivelata.
(b) Le buone opere costituiscono l’indispensabile evidenza della grazia salvifica (Giacomo 2:14,26, 1Giovanni 1:6). Vivendo come sale in un mondo in decadimento e come luce in un mondo ottenebrato (Matteo 5:13-16), i credenti non devono né uscire dal mondo né confondersi con esso (Giovanni 17:15-18): siamo piuttosto chiamati a “fare del bene alla città” (Geremia 29:7, 1Timoteo 2:1-2), poiché tutto l’onore e la gloria delle nazioni devono essere offerti al Dio vivente (Isaia 60:1-5, Matteo 2:1-2,9-12, Apocalisse 21:24).
(c) Riconoscendo che l’ordine creato appartiene al Signore e riconoscendoci cittadini del Regno di Dio (Matteo 5:44-48, Filippesi 3:20), ci impegniamo nell’amare il nostro prossimo come noi stessi, facendo del bene a tutti (Giacomo 2:8-9), anche a chi ci fa del male (Matteo 5:43-48), e specialmente a coloro che appartengono alla famiglia di Dio (Galati 6:10, 1Giovanni 3:14,16-17).
(d) Il regno di Dio, già presente ma non completamente realizzato (Marco 1:15, Atti 3:19-21, Romani 8:18-19), è l’esercizio della sovranità di Dio nel mondo in vista della futura redenzione di tutta la creazione. Il regno di Dio è una potenza inarrestabile che saccheggia il regno tenebroso di Satana (Matteo 12:28-29, Ebrei 2:14-15), rigenera, e rinnova per mezzo del ravvedimento e della fede le vite degli individui liberati da quel regno (Luca 13:16, 17:21, Colossesi 1:13). Perciò il regno di Dio inevitabilmente stabilisce una nuova comunità (Efesini 2:14-18, 3:9-11) della vita umana unita sotto il controllo di Dio.

Paragrafo 11: Il nuovo popolo di Dio
(a) Crediamo che il popolo di Dio del nuovo patto (Geremia 31:31-34, Ebrei 8:1-10:18) sia già venuto alla Gerusalemme celeste (Ebrei 12:22-24) e che quanti ne fanno parte siano già seduti con Cristo nei luoghi celesti (Efesini 2:6, Colossesi 3:1-3).
(b) Questa chiesa universale è articolata in chiese locali di cui Cristo è il solo Capo (1Corinzi 1:2, Efesini 1:22-23) così che ogni “chiesa locale” è, di fatto, la chiesa, la casa di Dio (1Corinzi 3:9), l’assemblea del Dio vivente, colonna e sostegno della verità (1Timoteo 3:15). La chiesa è il corpo di Cristo (1Corinzi 12:12-13, Efesini 3:6), la pupilla del Suo occhio, colei che è scolpita sul palmo delle Sue mani (Isaia 49:14-16) a cui Egli ha promesso Se stesso per sempre (Efesini 5:31-32).
(c) La chiesa si distingue per la sua proclamazione del messaggio del vangelo (1Corinzi 15:1-4, Filippesi 2:15-16, Giuda v3), per la corretta amministrazione dei suoi sacri “ordinamenti”, per la sua disciplina (1Corinzi 5:6-8, Tito 2:11-15, Ebrei 13:17), per la sua grande missione (1Pietro 2:9-10, 3:14-15) e, soprattutto, per il suo amore dei suoi membri verso Dio, gli uni verso gli altri e verso il mondo (Giovanni 13:34,35, Galati 6:9-10).
(d) Questo vangelo che noi teniamo caro ha sia dimensioni personali che dimensioni collettive (Romani 14:10-12, Filippesi 2:12-13), nessuna delle quali deve essere trascurata. Gesù Cristo è la nostra pace: egli non ha solo portato pace tra noi e Dio, ma anche tra popoli che erano alienati tra loro. Il Suo proponimento era di creare in Se stesso una nuova umanità riappacificata e di riconciliare a Dio in un solo corpo sia l’ebreo che il gentile tramite la croce, per mezzo della quale ha fatto morire la loro inimicizia (Efesini 2:13-18).
(e) La chiesa funge da segno del futuro nuovo mondo di Dio quando i suoi membri vivono per servire gli uni gli altri e il loro prossimo, piuttosto che essere assorbiti dal proprio io (Romani 12:10, Filippesi 2:3-4). La chiesa è il luogo comunitario dove dimora lo Spirito di Dio (1Corinzi 3:16-17, 12:12-13) e costituisce la durevole testimonianza di Dio nel mondo.

Paragrafo 12: Il battesimo e la Cena del Signore
Crediamo che il battesimo e la cena del Signore siano stati ordinati dal Signore Gesù stesso all’interno della Sua chiesa. Il primo è collegato con l’ingresso nella comunità del nuovo patto, il secondo con il continuo rinnovamento del patto. Insieme sono simultaneamente il pegno di Dio verso di noi, segni e mezzi di grazia divinamente stabiliti quando ricevuti per fede, la nostra pubblica professione di sottomissione al Cristo una volta crocifisso ed ora risorto, ed anticipazioni del Suo ritorno e della consumazione di tutte le cose.
Il battesimo
(a) Affermiamo che secondo le Scritture ebraiche l’ordinamento divino ha sempre accompagnato le promesse del Vangelo (Genesi 12:1-3, 17:1-16), estese fino allo straniero, in cui sono inclusi anche i figli del popolo di Dio (17:12). Affermiamo inoltre l’avvertimento che il rito per sé non salva (Deuteronomio 30:6, Romani 2:28-29), ma è piuttosto il segno esterno di appartenenza alle promesse che evidenzia il bisogno di rispondere per fede alla parola di Dio, opera solo dello Spirito (1Corinzi 12:13). Per questo motivo i profeti stessi insistono sul pericolo di affidarsi ai riti esterni e sulla necessità di confidare invece nella promessa che il Signore laverà il Suo popolo e lo riempirà del Suo Spirito (Ezechiele 36:25-27).
(b) Il battesimo di Giovanni è situato a cavallo dei profeti e del compimento in Gesù, anticipando l’opera purificatrice del Messia (Matteo 3:11-12). Nel Suo battesimo, Gesù il Messia si unisce al popolo, dichiarandoSi il Servo del Signore ed il vero Israele (Isaia 42:1) e chiamando attorno a Sé un Israele rinnovato. Il battesimo che accompagna il grande mandato (Matteo 28:18-20) è un ordinamento dato da Cristo alla Sua Chiesa come segno del patto di grazia a cui sono chiamate le nazioni, la cui proclamazione è affidata da Gesù stesso, l’eterno Dio del patto, alla Sua Chiesa.
(c) Affermiamo che il battesimo nel libro degli Atti, congiunto al ravvedimento ed alla confessione di Cristo, è un segno della nuova nascita in Gesù, confermata nel perdono dei peccati e nel dono dello Spirito Santo. La promessa si estende dagli Ebrei di generazione in generazione fino all’estremità della terra (Atti 2:36-41, 8:12-17, 8:35-38, 9:17-20, 10:44-48, 16:13-15, 16:30-34, 19:1-7).
(d) Affermiamo che il battesimo nelle lettere di Paolo funge da sigillo esterno della nostra unione a Cristo mediante lo Spirito, ossia simboleggia la nostra nuova identità in Lui. In virtù dello stretto legame che esiste tra la promessa significata nell’ordinamento e la corretta ricezione dell’ordinamento per fede, l’apostolo Paolo impiega il linguaggio del ‘battesimo’ per riferirsi direttamente alla nuova nascita esibita nel segno (1Corinzi 1:13-17, 1Corinzi 10:2, 1Corinzi 12:13, Galati 3:25-27, Efesini 4:4-5, Colossesi 2:11-13, Romani 6:3-11). E’ dunque scorretto strumentalizzare l’insegnamento dell’apostolo in alcuni passaggi per sostenere l’efficacia intrinseca del rito, in contraddizione con l’insegnamento complessivo della Scrittura al riguardo. Tale insegnamento presenta il rito esterno come segno e sigillo di un atto sovrano, promesso, voluto ed operato da Dio stesso (Tito 3:5).
(e) Riconoscendo la discontinuità ma anche la continuità tra l’ordinamento della circoncisione nelle Scritture ebraiche e del battesimo negli scritti apostolici e le differenti posizioni all’interno della chiesa mondiale, pur identificandoci con la posizione battista non richiediamo a cristiani battezzati in infanzia da almeno un genitore cristiano la ripetizione dell’atto, ed eccezione di quanti siano stati sottoposti al battesimo cattolico-romano.
La cena del Signore
(a) Affermiamo che nella Sua ultima Cena, Gesù rivela il senso più pieno della festa ebraica della Pasqua (Matteo 26:17-30, Marco 14:12-26, Luca 22:7-23) indicandone il pieno ed unico significato in Sé. Gesù Cristo si dichiara il Pane della vita (Giovanni 6:35), Colui che nutre e ciba il popolo di Dio in una maniera nella quale la manna non poteva (Giovanni 6:48-51). Egli ci chiama a fare continuamente nostro il Suo unico sacrificio espiatorio (Giovanni 6:53).
(b) Gli scritti paolini avvertono della possibilità di abusare della Cena in vari modi, specialmente quando i cristiani vivono una doppia appartenenza a Cristo ed agli idoli (1Corinzi 10:14-22). L’apostolo conferma che la partecipazione alla Cena non è soltanto un rito esterno, in quanto esprime una reale unione con Cristo che non va adulterata da altre appartenenze.
(c) L’apostolo afferma che la chiesa, che è il corpo di Cristo, potrebbe partecipare alla Cena del Signore senza però vivere reale unità nei suoi rapporti interni (1Corinzi 11:17-34). Se la disunità nei rapporti ecclesiali rinnega il senso della Cena stessa, l’apostolo chiama il cristiano a riflettere sobriamente sull’aspetto comunitario della Cena (1Corinzi 11:27-30) prima di partecipare ad essa.

Paragrafo 13: La restaurazione di tutte le cose.
(a) Crediamo nel ritorno personale, glorioso e corporale del nostro Signore Gesù Cristo assieme ai Suoi santi angeli (Matteo 24:30-31, Marco 13:26-27, Apocalisse 1:7), quando Egli eserciterà le Sue prerogative di Giudice supremo (Matteo 25:31-33, Giovanni 5:26-27, Atti 17:31, Apocalisse 20:11-15) ed il Suo Regno giungerà a compimento (1Corinzi 15:24-28, Efesini 1:10).
(b) Crediamo nella resurrezione corporale dei giusti e degli ingiusti (Giobbe 19:25-27, Salmo 16:10, Isaia 26:19, Daniele 12:1-2), gli ingiusti in vista di una condanna eterna e consapevole all’inferno, come il nostro Signore Stesso ha insegnato (Giovanni 5:28-29, 2Tessalonicesi 1:7-10, 2Timoteo 4:1, Apocalisse 20:11-13), i giusti in vista di un’eterna beatitudine alla Presenza di Colui che siede sul trono e dell’Agnello (Giovanni 6:39-40, 11:24-26, 2Corinzi 5:10, Giacomo 1:12), nei nuovi cieli e nella nuova terra dove abita la giustizia (Isaia 11:1-10, 65:17-26, 1Tess 4:16-18, Ebrei 11:13-16, 2Pietro 3:7,10-12, Apocalisse 21:1-22:21).
(c) In quel giorno la Chiesa sarà presentata senza difetto davanti a Dio mediante l’obbedienza, la sofferenza ed il trionfo di Cristo, con la pena per tutto il peccato soddisfatta ed i suoi miserabili effetti cancellati per sempre (1Corinzi 15:42-55, Efesini 5:27, Filippesi 3:20-21, Apocalisse 21:2,9-14).
(d) Dio sarà tutto in tutti (1Corinzi 15:28, Efesini 1:9-10, Ebrei 11:39-40) ed il Suo popolo sarà incantato dall’immediatezza della Sua ineffabile santità (1Giovanni 3:2), tutto a lode della Sua gloriosa grazia (Romani 11:33-36).

aei_logo_180x300px

Forte Torre è membro dell’Alleanza Evangelica ed è concorde con la sua confessione di fede.

tgclogo

La nostra Confessione di Fede è riconosciuta dalla rete internazionale ‘The Gospel Coalition’.